La possibilità di poter vedere finalmente senza occhiali, oppure senza dover ricorrere alle lenti a contatto, è un’opportunità che spinge sempre molti pazienti ad effettuare una visita oculistica prima dell’intervento di chirurgia refrattiva. In questi giorni di emergenza, inoltre, gli occhiali sono diventati anche uno degli oggetti da igienizzare al nostro rientro a casa.
Prima di effettuare l’intervento sono necessari degli esami strumentali per studiare soprattutto la cornea , per capire se può essere sottoposta a questo intervento.
Tuttavia, un aspetto che non va mai trascurato prima dell’intervento, è quello dello studio della motilità oculare. Alcuni pazienti, infatti, possono avere degli strabismi non evidenti oppure altre condizioni che possono aumentare il rischio di sviluppare una visione sdoppiata, detta diplopia, dopo la chirurgia refrattiva.
Anche questi casi più complessi possono però sottoporsi all’intervento!
E’ tuttavia fondamentale effettuare, oltre agli esami sulla cornea, anche una precisa valutazione della motilità oculare prima dell’intervento stesso, per ridurre il rischio di diplopia.
Su questo argomento ho pubblicato un articolo sulla rivista dell’AICCER (Associazione Italiana Chirurgia della Cataratta e Refrattiva) che riassume tutti i passaggi da effettuare per gestire al meglio ed in tranquillità questi casi.
Chi è interessato può leggere l’intero articolo (https://aiccer.gdstest.it/…/20…/09/la-voce-AICCER_1_2015.pdf) oppure contattarmi sulla pagina Facebook per qualunque domanda.
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